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Nel quinto anniversario della sua scomparsa, Nardò omaggia Franco Battiato tra i più influenti e poliedrici cantautori italiani, capace di unire musica leggera, avanguardia, rock progressivo e pop d’autore, spesso attraverso il “filo” di citazioni filosofiche e mistiche e di riferimenti al cinema e alla pittura.

La particolarità dell’opera è la “griglia” su cui nasce, cioè il testo della canzone “La cura”, vera e propria anima di questo murale che non nasconde tanti simboli: il feto, che richiama la copertina di “Fetus”, primo album di Battiato, pietra miliare del rock progressivo e della musica elettronica in Italia (celebre per le sue sonorità avveniristiche e per la sua copertina provocatoria); i fiori di “Fleurs” con la rosa rossa (unico elemento colorato) che lo stesso Battiato disegnò per quella copertina; la figura dello stesso Battiato, che è quella presente sulla copertina de “La voce del padrone”; il cielo di “Mondi lontanissimi”; infine, la sezione aurea di “Centro di gravità permanente”. Un’opera complessa, che fa rivivere un gigante della musica e della cultura italiana e che arricchisce ulteriormente quello che in questi anni è diventato ormai il patrimonio della street art neretina.