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Il murale rappresenta Stifani mentre suona il violino, arricchendosi di
elementi decisivi nella “descrizione” della figura e del fenomeno del
tarantismo: San Paolo, il santo protettore delle “tarantate”; una barca, che
ricorda il viaggio compiuto da un giovanissimo Stifani nel Mediterraneo,
che lo proiettò alle radici del fenomeno; una nota musicale con un
serpente attorcigliato, che ricorda il bastone caduceo simbolo della
medicina e quindi di pratiche terapeutiche; il gufo, simbolo dell’ellenismo
e quindi la connessione con la Grecia, così familiare con un’area del
Salento; ovviamente, il ragno, dal cui morso ha origine il fenomeno; infine,
forbici e pettine, gli arnesi più utilizzati dal barbiere, il mestiere di Stifani e
quello di altri terapeuti del Novecento.